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Quando un'app diventa droga
Social network e app come Tinder, Facebook, Instagram, Candy Crush, Snapchat, Twitter e Uber sono concepite per stimolare nel nostro cervello la produzione della dopamina: la molecola che regola le sensazioni di piacere, motivazione e dipendenza.
Doc umoristico sui nostri comportamenti digitali, per recuperare (in parte) il controllo sulle nostre vite.
54 min
Documentario
Twitch: diventa anche tu uno streamer!
Pensi anche tu di poter diventare uno streamer, e guadagnarti da vivere producendo video in diretta?
8 min
Waze: la Macchina e il Tempo
Ormai non riusciamo più a mettere in moto la nostra auto, senza aver prima attivato il percorso su Waze...
9 min
Vinted: più vendi, più compri
Vinted, l'app per il "ricircolo" dei vestiti usati, fa di tutto per trasformarci in shopper compulsivi.
TikTok: influencer a nostra insaputa
Si potrebbero passare ore sul social cinese TikTok, "schiavizzati" dalla tecnica della ripetizione.
LinkedIn: la regola del confronto sociale
LinkedIn è un social network professionale fondato sul principio del confronto sociale.
Amazon e il "condizionamento operante"
Amazon è irresistibile: la piattaforma e-commerce di Jeff Bezos si fonda sul "condizionamento operante".
Whatsapp, la tirannia dei Gruppi
Tinder: "swippare" all'infinito
Passi delle ore a swippare senza riuscire a fermarti? È normale: l’app Tinder si basa sul meccanismo della “ricompensa aleatoria”. Come in una slot machine, ogni volta qui swippi appare un profilo che ti piace o non ti piace, attivando automaticamente la secrezione di dopamina.
6 min
YouTube: guardare senza pensare
Che cosa ci spinge al binge-watching su YouTube, ovvero a guardare video in sequenza senza interruzioni?
7 min
Twitter: l'auto-propaganda
Si chiama FOMO, fear of missing out, la paura di perdere quello che succede online: è il meccanismo ansiogeno su cui si basa Twitter, per spingerci a controllare senza sosta Il feed sullo smartphone.
Candy Crush: l'illusione della competenza
Candy Crush è il videogioco gratuito che tiene milioni di persone incollate allo smartphone. Perché? Perché l’app si basa sull’”illusione della competenza”.
Snapchat: la teoria del dono
Snapchat tiene occupati milioni di adolescenti ed ex adolescenti, intenti a controllare il numero di fiamme (streak) e gli snap (video o foto che si autodistruggono) dei loro amici.
Uber: autisti in autoplay
Gli autisti Uber sono sottilmente messi in una condizione di obbedienza costante nei confronti dell’app. In che modo?
Facebook: per un amico questo e altro
Anche Facebook crea dipendenza. Se passiamo tanto tempo a mettere “mi piace” sul contenuto dei nostri amici è perché il social network è basato sul meccanismo dell’approvazione sociale. Si tratta di un processo inconscio che ci spingere a mettere “like” a chi ci vuole bene, e a premiare il contenuto di chi già ci ha messo mi piace. Nasce un circolo vizioso che ci porta a dare gratuitamente, e con gaudio, tutti i nostri dati personali a Facebook e ai suoi clienti. In maniera ancora più dettagliata da quando esistono le nuove reazioni ai post: dal cuore alla faccia arrabbiata, da quella sorpresa a quella triste.
Instagram e il confronto sociale
Instagram è irresistibile! Se passi il tempo a far scorrere il feed e a controllare il numero di like e follower, è comprensibile. L’app si basa infatti sul “confronto sociale”.