Nel 1988, l'illustre sconosciuto Jean-Claude Van Damme ottenne la ribalta internazionale grazie al ruolo di protagonista in un piccolo film di arti marziali, previsto inizialmente per la sola uscita in home-video e che invece gli farà guadagnare milioni di dollari. Fu l'inizio di una carriera fulminante per questo giovane belga, arrivato a Los Angeles da soli sei anni, senza un quattrino e senza contatti ma con una determinazione inscalfibile. Dopo una serie di porte in faccia avrà la sua rivincita, diventando uno dei più apprezzati interpreti d'azione dalle parti di Hollywood. Le vertigini del successo lo fecero precipitare, a fine anni '90, complice l'abuso di droghe; pur oggetto di derisione, per le riflessioni surreali con cui condisce le sue interviste, Van Damme otterrà la redenzione nel 2008, con un'umile (e lucida) interpretazione in "JCVD", produzione francese su un'ex star di kick-boxing, capace di perdere tutto ma di riscopre le sue radici.